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    08 april

    par(golo®)-condicio

    La constatazione che il mio blog non tira più come una volta ha portato me ed i miei fidati consiglieri ad elaborare delle congetture del tipo: “pargolo non parli più di argomenti interessanti e di attualità, ormai ti sei trincerato nella tua casetta ed all’università, parli solo di te (e con te!) e non ti interessi del mondo che ti circonda”. Vagolando qui e lì per gli altrui blog mi sono reso conto che l’argomento più gettonato sono politica & elezioni ergo, a questo punto arrivati, forse anche un po’ in ritardo per la verità, vi esporrò la mia “salomonica” opinione.

     

    Alcuni lemmi della sociologia definiscono l’uomo quale animale politico, cioè come essere che si interessa della comunità, della città, dello Stato, in una parola sola, alla polis. Anche il pargolo®, nonostante alcune connotazioni che lo rendono un po’ alieno a questo mondo, ritiene di incarnare questa verità. Come già altre volte ribadito il pargolo® si configura quale animale politico, ma apartitico, ora più che mai… Ora più che mai si sente confuso per la decisione che dovrà prendere per queste elezioni. Sulle prime sarebbe tentato di non andare a votare o di annullare il proprio voto giacchè non si sente rappresentato da nessuno dei due leader. Tanto più che nessuno di loro, ognuno per il suo verso, ha saputo essere convincente e trascinante (l’uno vomitando numeri e statistiche come se questi fossero la cifra –per l’appunto- della salute del paese e riproponendo sempre la solita vecchia storia della congiura bolscevica –oh mamma mia! Siamo a corto di argomenti eh?!-, l’altro invece imbottito di glucosio e buonismo, che cerca di essere accomodante con tutti e con troppi, sia tra chi dovrebbe governare che tra chi dovrebbe essere governato, senza d’altro canto specificare come tanti “buoni propositi” possano essere concretamente realizzati. Mi sembra chiaro che qui siamo tutti per il bene, per la giustizia, la pace etc… anche io potrei fare un programma politico così, non ci vuole molto). Eppure la scelta è cruciale, e fare l’ignavo proprio non mi va. Sarebbe troppo facile, di fronte agli esempi di malgoverno che da ciascuna delle due parti potrebbero venire, dire: “vabbè ma tanto io non li ho votati”. Visto che alla fine uno dei due (o più) dovrà comunque essere eletto, e non essendo il sottoscritto sorretto da nessun forte motivo ideologico, una decisone dovrò pur prenderla, e questa andrà presa applicando la logica del male minore.

    Seguono le considerazioni:

    1. negli ultimi anni si è assistito in maniera sempre più vistosa a questo cambiamento di tendenza: gli intellettuali (o pseudo tali), o più in generale le persone “istruite”, si dispongono tendenzialmente a sinistra, mentre la destra, tendenzialmente, riscuote consensi tra le masse, il che me è un paradosso sintomatico della nostra epoca.

    1. Molti di quelli che voterebbero il professore lo farebbero solo per non dare il voto al cavaliere; viceversa quelli che voterebbero il cavaliere lo farebbero solo per non votare a sinistra. Queste, a mio avviso, non sono grandi motivazioni…

    1. In realtà la destra è l’unica che offre una scelta multipla: in teoria dovrebbe salire chi prende più voti, in pratica potrebbe non essere così. A sinistra hanno risolto tutto con un candidato unico che dovrebbe rappresentare egualmente bene o, se vogliamo, egualmente male la moltitudine dei sinistrorsi, abbastanza, troppo variamente assortiti.

    1. C’è da dire che i vari sinistri dovrebbero aver imparato la lezione dal passato rinunciando, ognuno per la sua parte, ad arroccarsi sui propri piccoli o grandi integralismi (che qualcuno chiama battaglie per la libertà…) e cercando un punto (e se non c’è credo che ormai siano abbastanza assennati da inventarsene uno) d’incontro al fine di garantirsi longevità in parlamento.

    1. I destri dal canto loro si ostinano a riproporre la vecchia minestra a base di cavaliere (vedi un po’ che schifo di sapore che deve avere sta minestra!), un uomo, che detto francamente, sia per quelli di destra che per quelli di sinistra, si è reso un po’ zimbello di tutti per il suo straparlare, per l’egocentrismo e per la sua plasticosità, nonché per tute quelle cose che hanno fatto discutere durante il suo governo (conflitto di interessi, leggine e leggiucole che vuoi o non vuoi, guarda caso, interessano almeno qualcuna delle sue sterminate attività).

    1. Posto che nessuno dei due poli può avere tutta la ragione dalla sua parte: se mai la ragione stesse a destra perché in questi 5 anni nessuno ce lo ha dimostrato? Cosa è e quale è un vero pensiero di destra? Come si formalizza? Sì, insomma  che forma ha un vero intellettuale di destra?. D’altro canto gli intellettuali di sinistra invece li trovi dappertutto, -anche in omaggio con le riviste ed i quotidiani la sinistra si interessa di temi “intellettualmente” impegnati, ma abbraccia tali e tante cause (da quelle sensate a quelle –troppe- insensate) anche tra loro conflittuali che sicuramente non può avere più di un certo livello di ragione. La sinistra si sbilancia (ogni tanto bisogna anche farlo!), ma spesso dal lato sbagliato, perciò se essa ha il merito di sottoporre all’attenzione di tutti un tema, di contro lo affronta in maniera spesso retorica e prevenuta. 

    A questo punto scattano le considerazioni di carattere un po’ più universale e meno legate alla specifica contingenza.

    1. Nonostante le buone intenzioni, l’esperienza insegna che chiunque è al governo in qualche modo se ne approfitta, in maniera più o meno spudorata (pensate al fatto che quando i parlamentari debbono firmarsi l’aumento non esistono più ne’ destra ne’ sinistra). Insomma chiunque si trovi al potere mangia. E questa è una di quelle leggi a cui nessun uomo può sottrarsi (forse qualche stinco di santo e non è detto) e che in effetti è fisiologica nell’uomo (per fare un esempio banale anche il comunista più ortodosso una volta arrivato al potere si trasforma in dittatore…).

    1. Se vogliamo essere realisti, l’Italia ha certi problemi noti, ed altri un po’ meno noti, che comunque sono all’attenzione degli addetti ai lavori. Di questi problemi alcuni possono essere risolti in diverse maniere, secondo il credo, l’ideologia, il colore (ma tanto poi alla fine il risultato utile è sempre uno, cioè la risoluzione del problema), altri secondo azioni più o meno obbligate. Per questo motivo, ho il sesto senso che, a prescindere da certe riforme di interesse particolare per l’uno o per l’altro gruppo, virtualmente entrambe le coalizioni, una volta vinte le elezioni, affronterebbero tali problemi allo stesso modo (cioè l’unico o quasi), infischiandosene di quelli che sono i programmi di propaganda (poco più che belle parole) ed agendo nelle sole modalità che la pratica, il buon senso, la tecnica, consentono di operare. Un esempio tra tutti può la obbrobriosa riforma dell’università (il 3+2) approvato dalla sinistra e ratificato con ulteriori aggravanti dagli amici della Moratti. Questo a significare che cambiano i colori, ma, tendenzialmente, rimane sempre lo stesso il modo di governare.

    Alla luce di queste considerazioni l’unica cosa sensata da fare, se ci sta, almeno solo un po’, a cuore il presente (e forse anche il futuro) del nostro paese è quello di dare una lettura ai programmi ufficiali delle coalizioni (quelli in cui non si parla di bonus di cunei di ici di tasse etc…) e ponderare su di essi. E visto che siamo a sabato mi voglio ancora sbilanciare. Il voto ripeto, va ponderato opportunamente. Se dovessi ascoltare i dibattiti in TV, oggi sarei di destra fra 5 min di sinistra, poi di nuovo di destra e poi di nuovo di sinistra e così all’infinito. Ora il consiglio che darei a me stesso e vi giro perché tanto non costa nulla è:

    se fossi del tutto certo che i programmi presentati sono a grandi linee fittizi e che il professore parla solo per accontentare i suoi ma poi una volta salito cominciasse a ragionare come un uomo dotato di intelletto e buon senso (abbandonando certe idee a mio avviso assurde della sinistra a partire da quelle che tendono a distruggere la famiglia, cioè il nucleo, il nocciuolo della società, alla base quindi della politica, di tutto il resto ed anche di più), io mi sbilancerei a sinistra. Se d’altro canto dovessimo guardare ai programmi verrebbe, per lo meno a me, di votare a destra, bypassando il cavaliere, per uno qualunque degli altri due, che per lo meno sono individui con una certa vocazione alla politica.

     

    So che il pistolotto è lungo: se lo avessi concepito prima magari lo avrei pubblicato a puntate, ma siccome il tempo è quello che è…

     

    Signori non ho che augurarvi ed augurarmi buon voto. Mi riserverò sino all’ultimo minuto la possibilità di scegliere come votare e non vi nego che l’idea di un voto disgiunto mi sorride alquanto. Vedremo…

    Ciaü! =)

    (4) reacties

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    chiccazegt:
    tessssssorinoooo pargolinooooo
     
    buona buonissima pasqua di dolcetti e cioccolato!!!!
     
    mille baci
     
    chicca ;D
     
     
     
    15 Apr.
    pargolozegt:
    Io invece pensavo di riabbandonare splinder perchè la gente non mi sembra migliore di quella che si trova in msn... Forse aprirò un blog che non si chiami il pargolo o chissà che. In ogni caso annunzio al mondo che è partito "i primi sintomi project" -un'opera di alto cazzeggio- ma per ora non posso dir nulla.
    Cmq io ti ricorco quant'è bello far l'amore da Trieste in giù! ;)
    Ciaü! =)
    15 Apr.
    caro pargolo, qui non ti commenta più nessuno...passa del tutto a papà splinder che fai un affare!
    [p.s: mi sono svegliata incredibilmente presto e non capisco perchè. Che cazzo succede? ieri mi sono pure tagliata i capelli alla raffaella carrà anni 80...mah!]
    13 Apr.
    Ciao, sn passato x lasciarti 1 saluto.Bello il tuo Blog!
     
    Mi farebbe molto piacere se passassi anke sul mio, mi puoi lasciare 1 commento su 1 dei miei interventi e dirmi km t sembra il mio Blog!!!
     
    Attendo kn ansia, Buona Pasqua, Ciao Kristall.....
    12 Apr.

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