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6月18日

Coitus interruptus

Avete presente quando profittando dell’assenza dei vostri genitori fate venire la vostra ragazza (o il vostro ragazzo qualora siate ragazze e per quel che mi riguarda tertius non datur) di nascosto a casa e, proprio nel bel mezzo del vostro dimenarvi, sentite in lontananza il rumore della serratura che si apre e la voce dei vostri genitori che rincasano all’improvviso dopo essere miracolosamente scampati ad una tromba d’aria? :| Riuscite a focalizzare la vostra attenzione nel preciso istante in cui, non appena realizzata la situazione, i vostri neuroni urlano in coro, contemporaneamente, ad una sola voce “NOOOOOOOOOOOOOO!!!” ? Ecco questo è press’a poco quello che è accaduto al vostro pargolo preferito durante l’ultimo weekend.
Ormai da mesi, da febbraio per l’esattezza, il cuore del pargolo viveva nella trepidante attesa di un evento più unico che raro: poter assistere nel giro di 2 soli giorni 2 all’esibizione di Killers, Pearl Jam, Incubus, Smashing Pumpkins ed Aerosmith. Perché per il pargolo tra fare all’ammore e godersi un bel concerto non c’è poi così tanta differenza -Per farla proprio porcariosa (come si dice in certe parti della Sicilia) se poi ci fossero stati anche i Queen ed i Radiohead sarebbe anche potuto morire contento prima che questa nuova settimana avesse avuto inizio.-. Ma torniamo a noi. , Pearl Jam, Incubus, Smashing Pumpkins ed Aerosmith: ma vi rendete conto? Vi rendete conto? Troppo bello per essere vero!!! E così comincia contare i giorni e le ore che  lo separano dall’evento, ripercorre in lungo ed in largo la discografia degli artisti, gode solo al pensiero che presto potrà vederli dal vivo ed invece… Davvero troppo bello per essere vero… E la realtà, che talvolta supera la fantasia, in questa occasione ha davvero superato se stessa, attingendo a piene maniche ed in profondità ai pozzi della sfiga più nera e più pura. Insomma abbiamo avuto a che fare con un vero e proprio distillato, concentrato di sfiga.

È venerdì 15 giugno (cioè fra 7 giorni è estate!), e siamo a Mestre, una piccola ridente (mica tanto) cittadina alle porte di Venezia e qui il fato beffardo si è voluto beffare di migliaia e migliaia di piccoli uomini venuti da ogni dove d’Italia localizzando, con una mira disarmante degna del miglior cecchino palestinese, alle 4 del pomeriggio nell’area del parco San Giuliano di Mestre una tromba d’aria con annessi grandine, vento, pioggia ed agenti atmosferici (in divisa ed in borghese) di vario genere. Morale della favola concerto sospeso… E tutto sommato ben gli sta a tutti quei fan di Fiasco Rossi che la prima volta che venne a Palermo affermò che prima o poi al cesso bisognava pure andarci, ma noi, poveri piccoli indifesi fan dei Pearl Jam (il gruppo più filantropo e filofan che l’universo intiero conosca) noi, che colpa abbiamo noi? E poi Incubus Smashing pumpkins ed Aerosmith: quando mai avrò mai  l’opportunità di vederli mai tutti nello stesso giorno? Mai!!!!!!! Mai!!!! È finito tutto, tutto! Moriremo tutti!!!!!
Ma come bene dice il mio caro amico Corduroyz, compagno di avventure anche in questo ennesimo viaggio: che cosa ci si sarebbe potuti aspettare da un festival organizzato da una birra schifosa? È questa la triste, amara verità al sapore di pisciazza (e passatemi il termine data la forte e sempre crescente inca$$atura), come quello di quella birra inutile!!! Ma vaffancuore! Vi A eFfe eFfe A ncuoooooore!!!!!

La notizia della sospensione di questo evento mitologico colpisce il pargolo e la sua compagnia dell’anello proprio quando varcano la bussola della navetta che li avrebbe dovuti portare da Mestre Stazione a Mestre parco San Giuliano (da adesso ribattezzato pacco). Prima si preannuncia sottoforma di esseemmesse e poi si incarna nella persona dell’autista che dice: “Ragazzi mi spiace il concerto è sospeso”. E, come quando il dolore è troppo grande, nessuno si ribella, nessuno urla, ma si fa silenzio tutto d’un tratto, il tempo si ferma e l’autobus non riparte più… Perciò cornuti e bastonati, oltre il danno la beffa di non aver neppure potuto vedere quella fo**utissima tromba d’aria. E se qualcuno mi dice che sono cinico perché ci sono stati dei feriti io rispondo: 30 feriti non gravi su 20mila presenti in quell’istante non è niente: la droga e l’alcool mietono un numero di vittime maggiori durante questo genere di eventi. Una gamba rotta si calcifica, un cervello ed un fegato bruciati non guariscono. E se non si fosse capito, se prima la Heineken mi faceva schifo adesso la odio proprio ed odio pure i Verdi che per non rovinare un paio di zolle di terra hanno impedito che le strutture fossero ancorate più saldamente al terreno causandone il conseguente collasso al momento meno opportuno.
E l’esperienza di un coito interrotto non si cancella così facilmente, la frustrazine ti accompagna per i giorni a venire e cresce e si trasforma in rabbia: rabbia per il tempo perso, rabbia per i soldi buttati, rabbia perché Venezia è davvero bella, ma è stata definitivamente devastata dal turismo, il rock non esiste più e nemmeno Babbo Natale e non abbiamo più nulla in cui credere.

Rabbia a parte, se decidiamo di dimenticare che siamo andati a vedere l’Heineken Jammin Festival e che invece abbiamo optato per un intelligente fine settimana  a Venezia, l’idea del weekend lagunare devo dire che non si è rivelata affatto malaccio per diversi e comprovati motivi motivi:

1)      Amici: pochi, ma buoni e tutti in forma strepitosa;

2)    Gnocche (che non sono propriamente le fan di Giovanni Rana): il Veneto si conferma la regione con le più belle figliuole d’Italia e con la più alta concentrazione di quello che potete immaginare voi: una roba impressionante tanto da costringere il pargolo a chiedere udienza per la confessione direttamente al vescovo di Venezia a causa della complessiva impurità dei pensieri che hanno attraversato la sua mente durante tutto il weekendi;
3)    Lo spritz: in Veneto hanno concepito questa grande invenzione, questo nettare ottenuto dall’intimo mescolamento di aperol, vino bianco ed acqua tonica con in più una fettina d’arancia, buono a tutte le ore e in grado di inebriarti senza però farti del male. Può essere gustato alla modica cifra di 2 euri.
4)    Serata Pearl Jam improvvista in un pub di Mestre con sottofondo di Live on Two Legs e tanto di cori da stadio ed accendini accesi.

Per il resto oggi si è tronati alla solita vita di sempre, che è tranquilla e non ti rifila fregature se non quella di mostrarsi sempre uguale a se stessa pur magari non essendolo ( e qui sono conscio di stare parlando difficile e di stare straparlando).
Cmq giovani di belle speranze questa è la mia storia, questa è la storia del pargolo: avrò piacere se qualcuno di voi lettori mi accordasse la sua simpatia, empatia, compassione. Sigh!

Ed infine, ciaü! =)

P.S. Enjoy the photos!!!

6月9日

Il meraviglioso mondo de il pargolo®

Ho chiesto una vita piena e l’ho avuta; adesso mi manca solo la ragazza.

C’è chi dice che non si può avere tutto dalla vita, io dico che non si può avere tutto e subito dalla vita, ma alla fine, se uno sa scegliersi per bene il suo tutto prima o poi lo otterrà.

Come avrete potuto notare il vostro pargolo preferito di questi tempi non ha dato molte notizie di se’, semplicemente perchè è stato troppo impegnato a vivere. Adesso vi scrive tra uno scampolo di vita ed un altro, tra una canzone da sistemare ed i piatti da lavare, tra un sorso d’acqua ed una giornata al mare.

La musica recita somewhere over the rainbow, ma io dico che anche al di qua, dal lato delle nuvole e della pioggia e del caldo infernale un po’ di gioia la si riesce pure a trovare. E’ un pargolo pacifico ed appagato quello che vi sta parlando, quello che dopo le settimane di straordinaria solitudine, dopo i dialoghi e le interviste con se stesso oggi crede che qualcosa sia cambiato. Nessuna svolta, nessun evento grandioso, niente di niente: è cambiato l’umore, lo spirito, le aspettative, la coscienza di se’. Perché che vogliate o no è solo da noi stessi che si può partire per ricostruirsi una vita migliore.

Se mi aveste conosciuto l’anno scorso di questi tempi avreste visto un ragazzotto un po’ fiacco dall’aria triste e vagamente incazzata, uno che non dice troppe parole per paura di sbagliare e di essere giudicato. Uno di quelli che se avesse potuto avrebbe voluto divorziare da se stesso. Oggi però le cose sono diverse. Quel sole che in questi giorni stenta a farsi vedere lui se lo porta dentro, ride, scherza, dà spettacolo. Diventa Erminio, “gran suonatore di chitarra”, oppure indossa la maschera dell’assassino e va a picchiare in palestra a lezione di Zen Shock, o ancora, coi colleghi dell’università, strabilia il pubblico con l’”agilità” e le mosse di Random Man, nordafricano giocatore di basket e pallavolo. Le notti trascorrono tra feste e locali (a cui dai de tuuuuuuu!!!!); ogni tanto lo si può incontrare mentre suona al piano o alla chitarra in qualche pub di Lecce, improvvisando gare canore con amici e colleghi. L’essenza del pargolo è ritornata forte in lui e da buon pargolo vagola ancora per le strade e, mentre va a far compere, osserva la gente, sceglie di perdersi per le stradine del centro per continuare a meravigliarsi nel vedere posti nuovi e nel ritrovare, quasi magicamente, la strada di casa. E, sì,  è proprio una bella sensazione.

Le donne lo contendono a suon di dolci e di lap dance (:|), ma lui ancora cerca la sua bella…  Il Salento non è avaro di belle dolci fanciulle in età da marito ed il pargolo non disprezza e si lascia anche adulare, ma ancora non cede, si gode il momento e continua a cercare.

E tutto questo nonostante i problemi ci siano sempre: i parenti che fanno le bizze, le follie della gente, gli amici che scompaiono e riappaiono, le simulazioni che non simulano, e l’università che piuttosto che essere universale si concentra sul dettaglio e dimentica tutto il resto.

Vivere o morire? Io, per me, preferisco vivere, e voi?

Buon tutto a tutti!

Ciaü! =)