pargolo's profileL'angolo del pargolo®PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
March 30 Non sono morto a 27 anni, adesso vado per i 33
La frase, purtroppo, non è tutta farina del mio sacco però datemela per buona.
No, non preoccupatevi: sebbene, al momento, questo mondo in crisi non abbia molto da offrire e certe volte la prospettiva di un Aldilà sembri più allettante ed appetibile dell’aldiqua, non soffro ancora di manie suicide, ne’ ho fatto testamento biologico per sospendere l’idratazione (il mio girovita lo conferma). In compenso sto cercando di imparare ad apprezzare tutte quelle cose che la vita, il fato o Chi per loro, mi hanno dato e amen. Sì insomma, capisco che certe opportunità e certe fortune non sono mica da ridere e che quindi starmi sempre a lamentare che le cose ancora non girano per come dovrebbero sa un po’ troppo di pargolo capriccioso e per fare il bimbo capriccioso forse comincio a non averci più l’età.
C’mon guy, you’re in the United States! –da Stoccarda con furore-
Mi godo perciò la mia aurea mediocritas: la nuova routine americana, i nuovi amici (decisamente) italo-(e poco)americani, l’intensità delle relazioni a distanza, la prospettiva della disoccupazione al rientro in Italia (che cerco di interpretare come: ho ancora tutte le porte aperte), qualche bel concerto, la macchina usata con la batteria morta, la pessima chitarra comprata per quattro soldi, le scarpe da ginnastica a 15 dollari, la svolta a destra continua col semaforo rosso, il refill della cocacola, le feste di compleanno alla Cheesecake Factory, and so on.
Ritornando al titolo del post, l’anno mistico (ventisettesimo) si è dunque concluso senza morti, ne’ feriti, forse perché non mi chiamo per J o evidentemente perchè non sono abbastanza bello e dannato per entrare a far parte del 27 club. A questo punto dovrei essere ben contento di aver salvato la pellaccia epperò, se ci penso bene, non posso fare a meno di considerare che tutta ‘sta gente qua, a 27 anni, era riuscita a dire al mondo forse non tutto quel che aveva da dire, ma, se non altro, tutto quello che il mondo aveva bisogno di sentirsi dire da loro. E perciò rileggendo le pagine della mia vita (poetico eh?! J) mi sento un po’ indietro, per non essere ancora riuscito a lasciare una traccia significativa su questo pianeta o per lo meno aver gettato le basi per qualcosa di grande. Invece mi sento, piccolo, mediocre, anonimo; uno che nonostante tutto, non è ancora riuscito a trovare la sua strada o per lo meno una direzione da seguire; uno che più passano gli anni e più le idee gli si fanno confuse piuttosto che schiarirsi. Forse i tempi non sono ancora maturi (ma quanto ci vuole?) ed un bel giorno tutto mi apparirà evidente, ma intanto continuo a sentirmi un talento inespresso, una risorsa sprecata, uno che poteva spaccare e non è stato ancora abbastanza bravo per farlo. Eppure io lo vedo quel lumicino che brilla dentro di me (commovente… bleah!), io lo sento di avere qualcosa di speciale, un talento, dell’ingegno, so di poter e dover dire e dare qualcosa a questo mondo. Il guaio è capire esattamente cosa, come, quando, perché, dire, fare, baciare, lettera o testamento?! Ah che angoscia!!! Bastaaaaaa!!!!! Allora, voi, per consolarmi, mi direte che quelli erano altri luoghi, altri tempi, altre persone e che, soprattutto, io non somiglio neanche lontanamente a Jim Morrison, tanto meno a Kurt Cobain. E così, l’artista mancato che è in me, ulula alla luna per non essersi compreso e per non essere stato compreso e prorompe in un malinconico blues (cfr. la saga di addolorato) Per fortuna mi viene in aiuto, come sempre del resto, il buon Gesù Cristo, che fino a 30 anni aveva condotto la sua vita da onesto e tranquillo falegname (che, anche se non è ingegnere, un po’ ci assomiglia) e poi, in appena tre anni, ha cambiato per sempre i destini del mondo. Al catechismo mi hanno insegnato che dovrei prendere Lui da esempio (e non tutti ‘sti tipi drogati ed esaltati) e se ragioniamo in termini di tempo direi che in fondo mi conviene. D'altronde Lui ha anche detto che noi compiremo cose più grandi di quelle che ha fatto Lui ed io, a ‘sto punto gli voglio dare fiducia ;) Aspettando i 33, allora, mi godo gli ultimi –enti prima dello spauracchio dei –enta e nel frattempo auguro buona vita a me, a voi, a loro, a tuttiquanti, tuttiquanti! Baci ed abbracci in quantità dal Nuovo Continente Il vostro beneamato beniamino il pargolo®
P.S. Come potete vedere ho aspettato i 28 per scrivere e pubblicare questo post, perché non si sa mai… volevo esserne del tutto sicuro (scrisse grattandosi le appendici del basso ventre con nonchalance)
|
|
|