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    February 02

    Quiero hablar español

    Il pargolo, noto a tutti per la sua costitutiva caratteristica di non avere mai tempo, non pago di tutte le cose che già faceva decise che non erano ancora abbastanza e valendosi, se pur con qualche perplessità , della consolidata autorevolezza dell’assioma di Dedekind sulla completezza di R volle dimostrare l’infinità non numerabile dello spazio degli eventi umani affermando che tra una attività ed un’altra è sempre possibile piazzarne un’altra ancora (e dopo questo incipit da primo anno di ingegneria tremate o gente!).

    Così tra ricerca da portare avanti, corsi da seguire, esami da sostenere (perché gli esami non finiscono neanche dopo la laurea :s), scadenze da rispettare, canzoni che attendono di essere scritte, canzoni che attendono di essere ascoltate, libri che attendono di essere letti, film che attendono di essere visti, e qui mi fermo se no non la finisco più, il pargolo ha deciso di seguire il suggerimento dell’amico Pit cominciando a frequentare un corso di lingua spagnola. Voi, che dopo tanti anni di affezionata lettura di questo blog conoscete un minimimo il pargolo, intuite già che non è tanto la lingua spagnola ad attrarlo quanto le “possibilità” che un corso del genere può comportare (capisci’a me): donne donne donne! Ed effettivamente, quello che il pargolo si trova davanti alla prima lezione è uno stuolo infinito di donne.

    Ma non di quelle che vi sareste immaginati voi e lui… Maledetto sia il sindacato che questo corso ha organizzato!!!! Come in fondo il suo sesto senso murphyano gli aveva già prontamente pronosticato, sono tutte donne in avanti negli anni, qualcuna anche in avanzato stato di decomposizione. Al corso c’è di tutto e per tutti i gusti, ma l’età media fa inesorabilmente 40 (il che significa che oltrepassiamo anche i 60 :S). Il pargolo punta un paio di interessanti “navi scuola”, ma decisamente quello non è il popolo femminile che fa per lui. Ad ogni modo non si da per vinto (e nemmeno pervinca) e cercando di fare di necessità virtù se la ride allegramente sotto i baffi che non ha. Si diverte ad osservare le dinamiche di gruppo di cotante individue d’età matura messe assieme, che, di fronte all’apprendimento  di qualcosa di totalmente nuovo e sconosciuto, tornano bambine nell’ingenuità, nell’ignoranza e nel chiasso. Non potete immaginare il chiacchiericcio di uno stormo di emancipate lavoratrici quarantenni: fossi stato io all’asilo mi avrebbero già annodato la lingua sotto la seggiola. E di commenti cattivelli e maliziosi ce ne sarebbero parecchi da fare, ma li tralascerò per rispetto a queste mie nuovo “compagnette di classe”. Un’ultima chicca però voglio proprio raccontarvela: ad un certo punto il pargolo strabuzza gli occhi quando vede una sessantenne professoressa universitaria, di quelle tutte metodiche old-fashoned tipo regina d’Inghilterra, prendere appunti sul retro di un tipico calendario bianco di quelli che ti regalano in macelleria. Con questa visione raccapricciante per il momento vi saluto  e come avrebbe detto Arale de “il Dr. Slump ed Arale”: Oi Oi! :s

    Ciaü! =)