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December 31 Buon Natale! E già che ci siamo pure Buon anno!L’anno nuovo è alle porte, ma io sono ancora in debito del post di Natale… Anche quest’anno il Natale è arrivato prima di me e io sono ancora qui che lo rincorro… E dire che stavolta mi ero illuso di poterlo fregare per bene. Avevo cominciato il count-down già da metà novembre quando, tradizionalmente, le varie attività commerciali fanno iniziare il periodo natalizio sfoderando i primi babbi natali appesi, le prime luci, le prime decorazioni, le prime offertone. Agli inizi di dicembre già compievo le prime ronde di perlustrazione alla ricerca dei regali perfetti ed intanto pensavo che a questo Natale non volevo arrivare impreparato e distratto come le altre volte. Mi ero persino detto: “proviamo a fare l’avvento”, perché allenarsi ad entrare nello spirito del Natale con una ventina di giorni di anticipo non sarebbe proprio male. Poi però gli impegni, le distrazioni, la svogliatezza… finisce che questi giorni passano in fretta e a furia di rimandare mi ritrovo che oggi è l’ultimo dell’anno, e nel mio cuore deve ancora arrivare il Natale. Perché del Natale appena passato mi sono rimasti soltanto i regali (indubbiamente belli e graditi), il portafogli prosciugato (ma chissenefrega) ed i chili di troppo (oi oi). E tutto questo fa folclore, ma non è Natale. Mi piacerebbe, invece, ricordare la storia di Gesù Bambino, del bue e dell’asinello, del re Erode che fa fuori tutti solo per invidia. Mi piacerebbe tornare bambino per riscoprire quanto è più figo il presepe se ci metti la farina a mo di neve. Ma al di là di questa visione nostalgica quella che non va è la mia progressiva insensibilità, alle cose belle in primo luogo ed alle cose brutte di conseguenza… E, quasi a ricordarmi questa mia “incapacità” di sentire, interviene la mia omonimia col Figlio del Padre Eterno: ogni volta che sento quel “caro eletto Pargoletto” io mi sento un po’ tirato in causa. Eh già perché per me è normale sentirmi chiamare pargolo dalla gente, ma il prete, lui che ne sa? Ed anche l’organista della chiesa che ne sa? Sento come se tutti mi stessero chiamando per dirmi: “hey pargolo guarda che adesso è il tuo turno sbrigati!”. Non so… se ne dicono tante di vaccate sul Natale, fatemi dire la mia. Non so, mi sento confuso, manchevole, perché poi in fondo il Natale è il compleanno di Gesù Bambino ed ormai invece non se lo calcola più nessuno. Ormai chi ci pensa più al messaggio di tenerezza, alla storia della salvezza universale… E dire che un tempo ‘ste cose le capivo bene, sentivo quel fricciocore al cuore, quell’emozione. Ad ogni modo il tempo passa, io non sono più quello di una volta e siamo al 2008…
Confidiamo in un 2008 col botto, denso ed intenso, e che ci aiuti anche a riscoprire quanto già avevamo conquistato, ma che, per qualche strano gioco del caso, abbiamo dimenticato. Auguri di cuore a tutti voi! December 15 MarinaRei se potessi...(erano anni che aspettavo di scrivere un titolo del genere!)
I brividi salgono lungo la schiena fino a diffondersi per tutte le spalle e poi precipitano dritti dritti sul cuore. No, non è l’effetto di una neve che ha sorpreso un freddo venerdì sera leccese. È la musica. Sono tre voci, percussioni, basso, chitarra; ritmo, pancia, cervello. Tre artisti ed un violino su di un palco. Siore e siori, buttate via le vostre inflazionate Laure Pausini, e godetevi l’emozione della voce pura e semplice: quella accorata e chiara di Paola Turci, quella limpida e checivorrebbepropriounadiquelleparolegrechechesignificasse che fa vibrare le alte frequenze di Marina Rei. Poi c’è Gazzè che oltre ad essere un pregevole bassista è uno di quelli che sa come si canta. Cappero come hanno cantato bene! In certi momenti sembravano i Cavalieri del Re, quelli che tanti anni fa cantavano le canzoni dei cartoni tipo Yattaman o Lady Oscar. Ad ogni modo, voci, ancor più che suoni, da brivido. E un po’ ti dispiaci perché ti rendi conto che in Italia c’è un sacco di gente famosa che non sa cantare. Loro invece sapevano usare la voce come strumento, riuscivano ad essere puri. Dei tre si vede che la Turci è quella un po’ più bacchettona, Gazzè lo spiritosone e Rei quella con la testa fra le nuvole. Le mosse e le battute ogni tanto possono apparire un po’ leziose, ma alla fine è la musica quella che conta. Le canzoni sono eseguite magnificamente, gli arrangiamenti sono pressoché perfetti, eccezion fatta per un po’ di monotonia, ed il violino pizzicato o le corde sfregate a coppie fanno molto Andrew Bird, il che ci piace parecchio. Ogni tanto si divaga e si finisce con l’improvvisare, niente di elaborato, roba semplice, a volte un po’ scontata, ma di sicuro effetto per chi sta ascoltando e soprattutto di sicuro piacere per chi sta suonando. Così, tra le altre cose, ci si ritrova a missare una Favola di Adamo ed Eva con un Wake Up Stand Up :) Il pubblico è un po’ lento di riflessi e perciò il pargolo si improvvisa capo ultras e dà i suoi tempi: urla ed applaude ed il popolo a scoppio ritardato lo segue. Come ad ogni buon concerto che si rispetti, a spettacolo concluso, il pargolo sgattaiola verso l’uscita posteriore del teatro e sfruttando la fortuita presenza di una membra (membressa?!) del fan club di Gazzè riesce ad incunearsi tra le uscite di emergenza e ad infilarsi nel backstage. Il pargolo intuisce subito che la paziente è grave: oddio sta delirando! Emette gridolini, trema, suda freddo, anzi, suda nonostante tutto il freddo che fa! È questione di poche mezze dozzine di minuti quand’ecco che passa Marina, sorride e se ne va con l’aria di chi vuol lasciare intendere che: “non rilascio interviste grazie!” Poi arriva Paoletta, con le sue pantofoline rosse. “Sei stata strepitosa!” le urla all’orecchio il pargolo (chissà se mi citerà per danni permanenti all’udito? :S) mentre si autoscatta una foto. Paola è un tesoro, per usare un’altra parola greca che dovrebbe esserci ma non c’è, bella nei modi, graziosa nel senso di donna che ha grazia, attende con pazienza la foto buona e se ne va via con un bel sorriso stampato sulla faccia (chi glie lo doveva dire che questa sera avrebbe conosciuto nientepopodimenochè il pargolo?). Infine fuoriesce Max con quell’aria Glam che fa molto Lenny Kravitz. La fan esplode ed in preda alle convulsioni tenta di interagire con lui che, facendo buon viso a cattivo gioco, compiace gli ultimi desideri della giovine che di lì a poco schiatterà per infarto da troppa emozione: pace all’anima sua... In tutto questo il pargolo è inebetito, non riesce ad agire nessuna azione (lo so che agire è un verbo intransitivo ma mi concedo un po’ di licenza poetica no?); avrebbe voluto dire che loro tre insieme spaccano come i Police, avrebbe voluto chiedere la mano all’una o all’altra per poi metterle in formalina, avrebbe voluto farsi scattare una foto da Gazzè con la Rei da un lato e la Turci dall’altro che lo baciano dal sottotitolo “l’uomo più furbo” e cose del genere, ma il passaggio delle nostre starz è repentino e convulso e soprattutto il pargolo è troppo rinco. Ed intanto fuori ricomincia a nevicare. Come ultimo estremo tentativo parvulus, profittando dell’indugio di Gazzè tra la folla, finge di introdursi furtivo nell’auto con le due belle, che poco dopo invece prenderanno il largo e ciao ciao.
Son davvero contento di essere uscito quella mezz’oretta in anticipo dall’uni per andare alla ricerca semidisperata ricerca di un biglietto all’ultimo minuto.
Anche questa volta mi arrendo a constatare che le cose migliori finisco sempre col farle da solo, ma resta comunque la soddisfazione di aver fatto tante cose migliori. :) Godetevi la neve e la buona musica! Ciaü! =)
Photos soon available… |
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